Il film di vampiri è un sottogenere del film horror, ma con un'iconografia propria e riconoscibile. Al centro il vampiro — non morto, immortale, assetato di sangue, e insieme spesso seducente e tragico. A seconda dell'epoca, il tono oscilla tra orrore gotico classico, romance erotico e vampirismo d'azione moderno.
Personaggi:
- il vampiro — antico, colto, solitario,
- il vampiro maestro — a capo di un clan o una famiglia,
- il vampiro appena trasformato — alle prese con la nuova esistenza,
- l'amore umano — bersaglio della seduzione, spesso vittima e salvatrice insieme,
- il cacciatore di vampiri (Van Helsing) — l'inseguitore erudito,
- il servo / Renfield — folle, aiutante fedele,
- la sposa del vampiro — una o più,
- abitanti / sacerdote / oste — voci locali d'avvertimento,
- lo scettico scientifico che crede troppo tardi,
- il bambino che vede prima il pericolo.
Caratteristiche:
- il sangue come nutrimento e simbolo,
- l'immortalità come maledizione,
- il sole come nemico mortale,
- trasformazione in pipistrello, lupo o nebbia,
- nessun riflesso, nessuna ombra,
- serve l'invito — il vampiro entra solo se autorizzato,
- aglio, croce, acqua santa come protezioni,
- paletto al cuore, decapitazione, sole come mezzi di uccisione,
- eleganza aristocratica, cerimonia, rito.
Struttura drammatica:
- Arrivo — uno straniero appare al villaggio, si accetta un invito, si apre una tomba,
- Seduzione — la protagonista incontra il vampiro, sente l'attrazione,
- Scoperta — prime vittime, sospetto, indizi (morsi, niente riflesso),
- Confronto — cacciatore e vittima si alleano,
- Climax — combattimento fino all'alba, paletto, rogo della bara,
- Epilogo — liberazione o la maledizione si sposta (potenziale di sequel).
Conflitti e temi tipici:
- l'immortalità come fardello — vivere per sempre è perdere per sempre,
- sete di sangue vs. morale — «quanti anni puoi resistere?»,
- la solitudine dell'immortale,
- seduzione e consenso — chi attira chi?
- vecchio mondo (Transilvania, castello) vs. nuovo (Londra, Los Angeles, Tokyo),
- il vampiro come metafora: dipendenza, repressione, identità queer, colonialismo, classe.
Strumenti stilistici tipici:
- il coperchio della bara che si apre cigolando,
- il temporale notturno alla prima apparizione,
- la brughiera nella nebbia,
- il bagliore degli occhi,
- le zanne che diventano lentamente visibili,
- il morso — spesso al collo, miscela di dolore e abbandono,
- la goccia rossa sul colletto bianco,
- il mantello con fodera rossa,
- il pipistrello alla finestra,
- l'ululato del lupo lontano,
- la vecchia Bibbia, la croce d'argento,
- la mappa col percorso delle casse di terra,
- il cielo del mattino come conto alla rovescia,
- accordi di carillon, organo grave, assolo di violoncello.
Luoghi tipici:
- castello in Transilvania o sui Carpazi,
- cripta in rovina, mausoleo di famiglia,
- salotto vittoriano con camino e poltrone di velluto,
- chiesa, monastero, cimitero,
- brughiera nebbiosa, ululato lontano,
- città moderna di notte (per i neovampiri),
- night club, cantina, stazione abbandonata,
- soffitta polverosa con pipistrelli,
- camera con finestra aperta.
Figure e opere tipiche:
- Conte Dracula (Bram Stoker, 1897) — archetipo,
- Abraham Van Helsing — il cacciatore erudito,
- Nosferatu (F. W. Murnau, 1922) — l'ombra proiettata,
- Lestat & Louis (Anne Rice, Intervista col vampiro) — gli immortali introspettivi,
- Blade — il mezzo vampiro come eroe d'azione,
- Eli (Lasciami entrare) — la bambina vampiro,
- Adam & Eve (Solo gli amanti sopravvivono) — vampiri stanchi di esistere,
- Edward Cullen & Bella Swan (saga Twilight) — variante romantica,
- Selene (Underworld) — azione e mitologia.
Consigli per il teatro d'impro:
- Calma e alto status. Il vampiro parla piano, si muove lento, sa di avere tempo.
- Seduzione prima dell'aggressione. La scena interessante non è il morso, è la conversazione che lo precede.
- Gioca le regole del genere. Niente riflesso, serve l'invito, l'alba è fatale — il pubblico le conosce; rompile a ragione.
- Non mostrare il sangue esplicito. Una goccia, un colletto, uno sguardo bastano; la suggestione vale più dell'esibizione.
- Gioca l'età — un vampiro di 500 anni ha un altro rapporto col tempo. Noia, malinconia, distanza.
- Prendi sul serio il partner — vittima, cacciatore, amante sono visti dal vampiro, non solo usati.
- Imposta un conto alla rovescia chiaro — l'alba, l'ultima bara, l'ultima notte.
- Permetti la redenzione. La versione più tragica è quella del vampiro che sceglie di poter morire.